La riabilitazione del cammino è uno dei traguardi più importanti dopo un ictus e uno dei più difficili da raggiungere, specialmente per le persone nella fase cronica. Molti pazienti recuperano una certa capacità di deambulazione, ma la velocità, la sicurezza, la resistenza e la sicurezza di sé rimangono spesso limitate, anche dopo mesi o anni di terapia convenzionale.
Uno studio clinico del 2023 pubblicato su Frontiers in Neuroscience ha indagato se recoveriX, un’interfaccia cervello-computer (BCI) basata sull’immaginazione motoria combinata con la stimolazione elettrica funzionale (FES) e il feedback virtuale, possa migliorare i risultati nella riabilitazione del cammino per i sopravvissuti a un ictus con disabilità deambulatoria persistente.

Perché la riabilitazione del cammino può bloccarsi
Dopo un ictus, debolezza degli arti inferiori, spasticità e ridotta mobilità articolare possono rendere la camminata lenta e poco sicura. La terapia convenzionale (addestramento al cammino a terra, sul tapis roulant o assistito da dispositivi elettromeccanici) offre benefici variabili, ma diversi pazienti raggiungono una fase di stallo.
Ciò accade spesso perché le terapie tradizionali non possono verificare in tempo reale se il cervello stia generando attivamente l’impulso motorio nel momento esatto in cui viene fornito il feedback. Il sistema recoveriX mira a colmare questo divario collegando il feedback sensoriale all’intenzione motoria del paziente in tempo reale.
Panoramica dello studio: BCI + FES + Feedback
Partecipanti
- 25 pazienti colpiti da ictus arruolati; 22 hanno completato l’intervento e sono stati analizzati.
- Il gruppo era composto prevalentemente da soggetti in fase cronica (21/22), con un tempo mediano dall’ictus di circa 4 anni.
Protocollo
- 25 sessioni con recoveriX in 3 mesi, in genere 3 sessioni a settimana.
- L’allenamento si è svolto da seduti, riducendo il rischio di cadute durante la riabilitazione del cammino.
- I pazienti hanno eseguito compiti di immaginazione motoria; quando i modelli EEG venivano rilevati correttamente, il sistema forniva:
- feedback visivo (avatar) e
- FES per supportare i movimenti rilevanti per la deambulazione.
Esito primario
- 10 Meter Walking Test (10MWT), un parametro standard nella riabilitazione del cammino per quantificare la velocità della camminata.
Risultato principale: miglioramento della velocità di camminata clinicamente significativo
Lo studio ha evidenziato un aumento clinicamente significativo della velocità di camminata pari a 0,19 m/s (IC 95% 0,13–0,25, p < 0,001).
In termini pratici di riabilitazione del cammino, una maggiore velocità di camminata si traduce in:
- migliore mobilità domestica e nella comunità,
- trasferimenti e cambi di direzione più sicuri,
- maggiore indipendenza nelle routine quotidiane.
Ulteriori risultati rilevanti per la riabilitazione del cammino
Gli autori hanno inoltre segnalato miglioramenti legati alla funzionalità degli arti inferiori che comunemente limitano i progressi nella riabilitazione del cammino:
- Riduzione della spasticità della caviglia (Scala di Ashworth Modificata)
- Miglioramento dell’ampiezza di movimento della caviglia, compresi guadagni significativi nelle misurazioni della dorsiflessione
- Miglioramento della forza muscolare nei test muscolari manuali per i movimenti chiave della caviglia
- Migliori prestazioni nei test funzionali legati alla mobilità e all’equilibrio (ad es., il Timed Up and Go è migliorato in modo significativo)
Nel loro insieme, questi cambiamenti supportano l’idea che il neurofeedback mirato con recoveriX possa contribuire a un movimento degli arti inferiori più stabile e controllato, una base essenziale per un’efficace riabilitazione del cammino.
Un dettaglio pratico fondamentale: i miglioramenti si sono manifestati nella fase finale del programma
Un’analisi a misurazioni ripetute del test 10MWT ha suggerito che un miglioramento significativo della velocità del cammino è emerso intorno alla 21ª sessione. Per la pianificazione della riabilitazione del cammino, questo aspetto è importante: i benefici possono richiedere un dosaggio quasi completo anziché una breve esposizione.
Perché il feedback a “circuito chiuso” è importante nella riabilitazione del cammino
Questo intervento è progettato attorno a un principio a circuito chiuso (closed-loop):
intenzione motoria → attività cerebrale rilevata → feedback immediato
recoveriX fornisce il feedback (avatar + FES) solo quando viene rilevata l’intenzione motoria desiderata. L’obiettivo è rafforzare il legame tra l’attivazione cerebrale e le conseguenze sensoriali, supportando i cambiamenti di neuroplasticità rilevanti per la camminata.
Questo differisce dagli approcci a circuito aperto (open-loop), in cui la stimolazione o il movimento possono verificarsi senza confermare che il paziente stia generando attivamente l’impulso motorio nel cervello.
Cosa significa questo per i fisioterapisti
Se gestisci programmi di riabilitazione del cammino, questo studio supporta diversi punti pratici:
- Tracciamento obiettivo dell’impegno: le metriche di prestazione BCI forniscono un indicatore obiettivo della costanza con cui il paziente produce i modelli di immaginazione motoria desiderati.
- Il dosaggio conta: i cambiamenti clinicamente significativi si sono manifestati nella fase finale del protocollo, rafforzando l’importanza dell’aderenza e di una programmazione strutturata nella riabilitazione del cammino.
- Misurare la deambulazione con strumenti specifici: gli autori evidenziano che le scale di valutazione del danno motorio come la FMA-LE potrebbero non rilevare le variazioni del cammino, mentre i test specifici per la deambulazione le catturano in modo chiaro.
Cosa significa questo per i sopravvissuti a un ictus
Per i pazienti impegnati nella riabilitazione del cammino dopo un ictus, lo studio suggerisce che:
- un miglioramento con la riabilitazione del cammino recoveriX può essere possibile anche a distanza di anni dall’ictus,
- l’allenamento con recoveriX non richiede necessariamente esercizio in stazione eretta o di deambulazione durante ogni sessione (questo protocollo è stato eseguito da seduti), e
- un allenamento strutturato e ripetuto con recoveriX che collega l’intenzione al feedback può aiutare il sistema nervoso a riapprendere i modelli di movimento necessari per una camminata più sicura.
Riferimenti bibliografici
Sebastián-Romagosa M, Cho W, Ortner R, et al. (2023). Brain–computer interface treatment for gait rehabilitation in stroke patients. Frontiers in Neuroscience, 17:1256077.